Nel mercato del lavoro le difficoltà generate dall’emergenza sanitaria stanno tracciando il futuro di interi settori produttivi e gettando le basi di un nuovo assetto all’interno delle aziende.

La tecnologia sta giocando un ruolo determinante e il processo di digitalizzazione, ormai inarrestabile, fa spazio ad un rinnovamento delle organizzazioni e delle modalità di lavoro.

Si moltiplicano ricerche di personale qualificato in possesso delle competenze utili ad affrontare i processi di digitalizzazione con soluzioni nuove come le Digital Talent Week, le Fiere digitali del lavoro targate CVing, che promuovono la conoscenza e l’incontro tra aziende e candidati.

Per molti versi sembra arrivato il momento opportuno per lanciarsi in nuove sfide professionali, ma quanti sono i lavoratori intenzionati a rimettersi in gioco?

Secondo i dati di uno studio recentemente condotto su 14.000 lavoratori da IBM Institute for Business Value (IBV), il desiderio di cambiare lavoro è piuttosto diffuso a livello globale e una persona su quattro intende cambiare posto di lavoro nel 2021. 

Nonostante gli sconvolgimenti causati dalla pandemia abbiano  determinato la perdita di 255 milioni di posti di lavoro nel 2020, i lavoratori nel mondo dimostrano di non temere il cambiamento. Lo studio condotto da IBM evidenzia come già nel 2020 un lavoratore su cinque abbia scelto di cambiare lavoro.

Il cambiamento di lavoro ha coinvolto prevalentemente lavoratori appartenenti alla cosiddetta Gen Z, la prima generazione a essere considerata vera nativa digitale (33%), e i Millennial (25%).

In che modo, secondo gli intervistati, le aziende dovrebbero coinvolgere i lavoratori?

Secondo lo studio IBM, le organizzazioni capaci di attrarre e trattenere  i lavoratori, sono attente a: 

  • garantire l’equilibrio tra vita professionale e vita privata (51%)
  • offrire opportunità di avanzamento di carriera (43%)
  • aumentare retribuzioni e benefici (41%) 
  • trasmettere etica e valori (41%)
  • offrire apprendimento continuo (36%) 
  • rafforzare la stabilità organizzativa (34%).

Chi desidera cambiare lavoro insegue condizioni lavorative migliori ma quali sono i segnali da riconoscere per dire che davvero è il momento di guardare altrove? 

“Il tempo non passa mai”

Se ti senti intrappolato in una situazione lavorativa che non ti soddisfa più, probabilmente nel corso della giornata hai l’impressione che le giornate siano interminabili, guardi spesso l’orologio e fatichi a mantenere la concentrazione.

“I momenti piacevoli? Troppo pochi”

Una giornata di lavoro è fatta di attività da svolgere, di aiuto reciproco, di scambio di opinioni e confronto, di obiettivi e risultati da raggiungere. Se la gran parte di questi momenti vengono percepiti come noiosi e spiacevoli probabilmente siamo nel posto sbagliato.

“Sono sprecato”

Se questa sensazione si fa ricorrente ed è fonte di frustrazione anche di fronte a risultati positivi, è arrivato il momento di rimettersi in gioco in un contesto nuovo. Chi si sente sprecato sa di poter fare di più e meglio, ha sperimentato il proprio valore sul campo ed è pronto per tentare una crescita professionale.

“Non mi sento in forma”

Senso di affaticamento generale, emicrania, dolori muscolari e irritabilità. Quando il corpo invia segnali che scompaiono uscendo dall’ufficio non ci sono dubbi: è il momento di vincere la paura e  affrontare il cambiamento!

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