Nella ricerca del lavoro è bene non trascurare alcun dettaglio e prendere coscienza del contesto attuale.

Secondo l’Ocse “il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è salito ulteriormente da un livello già molto alto di 28,7%, raggiungendo il 33,8% nel gennaio 2021″.
Molti giovani, spiega l’Ocse, spesso “impiegati in settori duramente colpiti dalla pandemia con contratti precari hanno perduto il lavoro”, mentre quelli che stavano per accedere al mercato del lavoro dopo aver terminato gli studi “hanno faticato a trovare lavoro in un contesto di posti vacanti limitati”. Di conseguenza, il tasso di persone senza lavoro, istruzione o formazione, è aumentato dall’inizio della pandemia.
A questi vanno aggiunti tutti quei lavoratori che, pur essendo attualmente occupati, si guardano intorno alla ricerca di un nuovo lavoro, più soddisfacente o più remunerativo.
Nel nostro Paese dunque ci sono tantissime persone che ogni giorno cercano lavoro online e in questo contesto di grande competitività è importante non commettere errori sfruttando al meglio tutte le risorse disponibili in rete.

Ci sono errori molto comuni che per disattenzione o sfiducia vengono commessi da molte persone in cerca di lavoro.

Dovendo competere con un gran numero di candidati il percorso fino al tanto agognato lavoro potrebbe essere lungo e accidentato. Vediamo quali sono i principali errori da evitare durante la ricerca di lavoro.

1) L’impiego di un numero limitato di canali

Chi vuole cercare lavoro online ha di fronte a sé una quantità enorme di canali da sfruttare, ma, per abitudine o scarsa curiosità, si limita a prendere come riferimento pochissimi portali di annunci, ritenendoli più affidabili di altri.
Questo errore compromette e rallenta la ricerca di lavoro, che oggi si avvale di strumenti decisamente più coinvolgenti e innovativi.
Un esempio è rappresentato dalla Fiera Digitale del Lavoro targata CVing.
Strutturata in Digital Talent Week, permette di esplorare diversi ambiti professionali, conoscere le aziende presenti attraverso interessanti contenuti di approfondimento e candidarsi alle offerte di lavoro in maniera agile da qualunque dispositivo.
Oltre ai grandi motori di ricerca, quindi, una ricerca di lavoro efficace si avvale del maggior numero possibile di strumenti, siti e portali, fino alle sezioni “lavora con noi” sui siti istituzionali delle aziende.

 2) Non curare i profili social

I recruiter in cerca di maggiori dettagli sui candidati ne consultano i profili social, LinkedIn soprattutto, ma non solo. L’errore di trascurare la propria presenza sui social senza fare attenzione a impostazioni della privacy, contenuti, commenti e foto pubblicate non va assolutamente sottovalutato!

3) Dimenticare le candidature inviate

Nessun recruiter avrà una buona impressione contattando un candidato che sembra non ricordare i dettagli dell’annuncio di lavoro al quale ha risposto.
Soprattutto se la ricerca di lavoro è intensa, procede su più canali e per ruoli diversi, è bene tenere traccia di tutte le candidature inviate e conservare gli annunci ai quali si risponde.
Questa sorta di diario sarà un valido aiuto per tenere traccia del contenuto dell’annuncio, del canale utilizzato e delle date di invio delle candidature spontanee.
Quando si cerca lavoro è bene dare al recruiter l’impressione di aver presentato una candidatura consapevole e di nutrire un sincero interesse verso la posizione offerta, perché correre il rischio di compromettere la possibilità di un colloquio sembrando disattenti o non abbastanza motivati?

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