Leggere annunci, preparare CV e lettere di motivazione sono oggi la tua principale attività?

Utilizzare per la ricerca del lavoro il maggior numero di canali possibili, inclusi quelli più innovativi e coinvolgenti come la nuova experience platform di CVing, è il modo migliore per arrivare al più presto possibile alla prima meta: l’incontro con i recruiter.

Per prepararti a questo appuntamento hai certamente individuato le domande che probabilmente ti verranno rivolte durante la classica intervista  e stai preparando le tue risposte più convincenti. Bene! Le tue risposte saranno determinanti per il buon esito di un colloquio, ma non bastano.

Anche le domande che farai al recruiter saranno decisive!

Dimostrerai di essere realmente interessato al ruolo proposto e di avere il giusto approccio al lavoro soltanto non cadendo nell’errore di non porre domande al selezionatore. Rispondere all’invito di porre domande con un generico: “ No, non ho domande da farvi, mi è tutto chiaro”, significa perdere una preziosa occasione per farti conoscere meglio.

Perché è importante fare delle domande al selezionatore?

Un colloquio di lavoro è un’occasione di conoscenza reciproca. Approfitta per toglierti ogni dubbio, ascolta, osserva e domanda: cerca di ottenere tutte le informazioni necessarie a capire se l’azienda che hai di fronte ti soddisfa. Solo ponendo le domande giuste puoi valutare meglio l’opportunità professionale che ti viene proposta e decidere se davvero è quella giusta per te.

Quali sono le domande giuste da porre al recruiter durante un colloquio di lavoro?

Evita tutte le domande volte ad ottenere informazioni già presenti sul sito dell’azienda o sul materiale informativo facilmente reperibile on line. Dovrai arrivare all’appuntamento già preparato su aspetti quali: dimensione e storia dell’azienda, valori e mission. Spazia a piacere invece tra tutte le domande volte a carpire informazioni riguardo l’organizzazione del lavoro, la formazione, i risultati attesi e il clima aziendale.

Qualche esempio di domande utili da porre al recruiter

Chiedi cosa ci si aspetta dal tuo ruolo e quali sono gli strumenti a disposizione per diventare pienamente operativo nel tempo stabilito:

  • Come è organizzata la formazione per il ruolo che andrò a ricoprire?
  • Quali sono le performance attese nei primi tre mesi dalla figura ricercata?
  • Come si svolge una giornata tipo per il ruolo che andrò a ricoprire?

Esci dall’ottica individuale e indaga sugli aspetti legati alla cooperazione e all’interazione con le altre figure professionali:

  • Come è composto il team con quale andrò a collaborare?
  • Quale figura sarà mia referente?
  • Quali sono i punti di miglioramento del lavoro del team col quale andrò a collaborare?

Non lasciare il colloquio senza aver ben chiari i tempi del processo di selezione nel quale sei stato inserito!

In uno studio condotto da Glassdoor.com è stato messo a confronto il time to hire di 25 Paesi e l’Italia è risultata essere tra le nazioni con processi di selezione più lunghi: 36 giorni.

Chiedi al recruiter

  • Quante fasi compongono l’iter di selezione e quali saranno i tempi?
  • Quale sarà il prossimo step?

Avere un’idea delle tempistiche ti servirà a gestire meglio le attese e, soprattutto, a capire come giocare le tue carte nel caso fossi contattato da altri potenziali datori di lavoro.

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